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150 ORGANIZZAZIONI ITALIANE ED INTERNAZIONALI CHIEDONO AL GOVERNO ITALIANO LO STOP DEL SISTEMA DELLE NAVI QUARANTENA

Palermo 14 dicembre 2020

 

“La tutela del diritto alla vita e alla salute non può variare in funzione della nazionalità e della provenienza”. Ong, associazioni, studiosi e ricercatori sottoscrivono il documento con le proposte per rendere il sistema di accoglienza sicuro e dignitoso. 

“Il trattenimento a bordo di unità navali per lo svolgimento del periodo di sorveglianza sanitaria delle persone soccorse in mare o sbarcate autonomamente in Italia rappresenta una limitazione delle libertà di movimento delle persone e una violazione del divieto di discriminazione, poiché si attua con modalità differenziate per i soli cittadini stranieri in percorso migratorio e senza alcuna trasparenza e informazione a riguardo.”

Questa la prima denuncia evidenziata dal documento “Criticità del sistema navi-quarantena per persone migranti: analisi e richieste”, condiviso e sottoscritto da circa 150 organizzazioni italiane e internazionali a cui si sono associati docenti universitari, filosofi e operatori umanitari per chiedere al Ministero dell’Interno, al Ministero dei Trasporti, al Ministero della Salute, al Dipartimento della protezione civile di chiudere il modello di gestione della quarantena con le navi e migliorare e rafforzare il sistema di accoglienza e di impegnarsi ad introdurre misure che rispettino la sicurezza, la salute e i diritti di tutte le persone coinvolte, senza alcun tipo di discriminazione.

LE RICHIESTE AL GOVERNO

Le realtà firmatarie chiedono che vengano dismesse le navi quarantena, che sembrano rispondere più a paure indotte che a criteri di una gestione sicura, ragionevole e umana dell’epidemia e dei flussi migratori e reinvestiti i finanziamenti previsti nell’adeguamento dei centri di accoglienza a terra; e che, nel mentre, vengano fornite comunicazioni pubbliche ed esaustive sulla situazione a bordo delle navi, rendendo trasparenti e pubbliche le procedure adottate in particolare nei confronti dei minori e di persone anche con gravi vulnerabilità. Il documento inoltre pone l’attenzione sulla necessità di garantire un’adeguata informazione legale e sanitaria a tutte le persone attualmente presenti sulle navi e l’impegno formale affinché non vengano più trasferite sulle navi anche persone già presenti sul territorio. Infine, chiedono che venga sospesa la prassi della consegna dei decreti di respingimento differito e delle espulsioni consegnate al momento dello sbarco.

LE EMERGENZE SANITARIE

Consapevoli delle difficoltà della situazione attuale, non si mette in dubbio lo strumento della quarantena precauzionale, ma, esattamente per questo, molti sono i dubbi sull’efficacia di tale modello in termini di contenimento del contagio. Gestire centinaia di persone in un grande luogo chiuso dove vengono isolati sia casi positivi che persone in quarantena precauzionale, dove è impossibile applicare il distanziamento e l’isolamento completo dei casi positivi ed è problematico l’immediato trasferimento in ospedale in caso di necessità, non è un modello né auspicabile né necessario. Secondo vari esperti, la soluzione migliore sarebbe sottoporre le persone in brevissimo tempo a tampone per poi provvedere a farli sbarcare in luoghi idonei a terra. Alle problematiche legate alla diffusione del virus, si aggiungono anche le preoccupazioni circa l’acuirsi delle situazioni di salute pregresse, di disagio psicologico e rischio di ritraumatizzazione che le misure di quarantena a bordo possono provocare su individui che hanno spesso già subito eventi traumatici di varia natura, violenze, privazioni e torture. Nel solo mese di ottobre sono stati segnalati sui giornali diversi casi di persone che hanno cercato la fuga gettandosi in mare dalle navi e sono giunte notizie anche di atti di autolesionismo a bordo delle stesse navi.

LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI

L'uso delle navi quarantena è progettato per essere imposto esclusivamente alle persone non italiane in percorso migratorio comportando una limitazione delle libertà di movimento delle persone: una modalità fortemente discriminatoria. Isolate dal mondo, le testimonianze delle persone trattenute a bordo raccontano di una assenza di cura, oltre che della mancanza di ogni tipo di informativa legale, di possibilità di contattare avvocati, medici di fiducia o associazioni sul territorio. Le unità navali sembrano essere utilizzate come “hotspot galleggianti” per operare la selezione arbitraria e preventiva tra richiedenti asilo e migranti economici e come CPR nel predisporre rimpatri. Un caso di gravissima violazione dei diritti si è verificato, fino alla prima metà di ottobre 2020, col trattenimento a bordo dei minori soli. Sempre nel mese di ottobre, inoltre, è venuta alla luce attraverso diverse segnalazioni la pratica di prelevare persone straniere già presenti nei centri di accoglienza, anche da molti mesi, per trasferirle sulle navi-quarantena. Azioni illegali che sembrano essere state abbandonate ma senza alcuna certezza pubblica.

GLI ASPETTI ECONOMICI

L’analisi condotta nell’estensione del documento evidenzia, inoltre, come le navi-quarantena siano state reperite sul mercato a mezzo di avvisi pubblicati dal Ministero per le Infrastrutture e Trasporti, con procedure accelerate. Non è possibile calcolare il costo complessivo di questa operazione, non tanto e non solo in termini economici, quanto anche in termini di oneri di sicurezza e di ulteriori oneri di assistenza sanitaria derivanti dalla necessità di operare in mare anziché a terra. Tuttavia, ricostruendo i dati in base ad avvisi del Ministero dell'Interno, sappiamo che il costo delle strutture a terra è di 30-40 euro al giorno per migrante; lo stesso servizio in mare, sulla base degli avvisi e del disciplinare tecnico pubblici, sembra assestarsi sui 150-200 euro pro die per ciascun ospite. Una chiara e incredibile sproporzione e, ancora una volta anche su questo, una mancanza assoluta di informazioni e di trasparenza.

LE CONSEGUENZE SOCIALI

L’utilizzo delle navi-quarantena solo per persone migranti non fa che accrescere in Italia la stigmatizzazione nei confronti di una specifica popolazione. A novembre 2020 su 2448 persone sulle navi solo 197 erano positivi al covid-19, l’8% (con contagi avvenuti prevalentemente nei contesti di promiscuità vissuti durante il viaggio). Al dibattito allarmista e totalmente infondato sui rischi di salute pubblica posti dall’arrivo dei “migranti-untori” si aggiungono adesso le paure indotte dall’utilizzo di un modello di quarantena “con maggiore sicurezza” dichiarato come necessario per i soli migranti sbarcati sulle nostre coste, nonché la vergognosa retorica populista e xenofoba di chi denuncia il privilegio concesso ai migranti di trascorrere la quarantena su navi dotate di bar, piscina e cinema.

“Il diritto alla vita e il diritto alla salute non possono variare in funzione della nazionalità e della provenienza. Rafforziamo e miglioriamo un sistema di accoglienza che sia sicuro e dignitoso”, questa la richiesta di tutti i firmatari uniti nella sottoscrizione del documento “Criticità del sistema navi-quarantena per persone migranti: analisi e richieste” di cui si chiede la massima condivisione.

 

Segreteria organizzativa

CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud | Forum antirazzista Palermo

Pasqua de Candia, p.decandia@cissong.org - 091 6262694

 

Per ulteriori adesioni compilare il form al link di seguito:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScwbF5BUwA1HFEZavjPCUDf9KfD39iWixrRZ-AyZ3KnhklIgg/viewform

 

ENTI SOTTOSCRITTORI DEL DOCUMENTO

Coordinamenti nazionali

AOI/Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (di cui fanno parte 136 Organizzazioni e coordinamenti)

CISPM – Coalizione Internazionale Sans Papiers e Migranti

COP - Consorzio Ong Piemontesi (di cui fanno parte 33 organizzazioni)

FOCSIV - Federazione Organismi Cristiani per il Servizio Internazionale Volontario (di cui fanno parte 87 Organizzazioni)

Piattaforma ONG/OSC italiane Mediterraneo e Medio Oriente (di cui fanno parte 35 organizzazioni)

Rete Italiana Antifascista e Movimento Antirazzista Italiano

UNIRE/Unione Nazionale Italiana per i Rifugiati ed Esuli

Reti, associazioni locali, regionali, nazionali e internazionali aderenti

Forum Antirazzista Di Palermo

Cooperazione Internazionale Sud Sud/ CISS

Medici Senza Frontiere Italia /MSF

ACS Italia/Associazione di Cooperazione e Solidarietà

ADIF/ Associazione Diritti e Frontiere

ADDUMA/Avvocati dei Diritti Umani - Palermo

Amref Health Africa

Antigone Sicilia

ARCS-ARCI Culture Solidali APS

Arci Porco Rosso - Palermo

Arci Palermo

Arci Sicilia

ArteMigrante - Palermo

ASGI/Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione

Assemblea permanente antirazzista e antifascista - Vicofaro, Pistoia

Associazione Antimafie “Rita Atria” – Palermo

Associazione Nazionale per la Pace

Associazione per la Pace - Padova

Associazione Psicologi nel Mondo-Torino

A-Sud – Sicilia

A-Sud

AUCI/Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale - Roma

Baobab Experience - Roma

Basta Violenza alle Frontiere

Biblioteca Ibby - Lampedusa

Bocs – Circolo Arci Bagheria

Booq Palermo 

borderline-europe

Borderline Sicilia

Bozen Solidale

CarovaneMigranti

Casa della Cooperazione Circolo Arci - Palermo

CCM/Comitato Collaborazione Medica

CEFA - Il seme della solidarietà Onlus

Centro Diaconale La Noce - Istituto Valdese - Palermo

Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci” – Palermo

CESIE | Centro studi e iniziative europeo

CISP/Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli

CIAI/Centro Italiano Aiuti all'Infanzia

CLEDU/Clinica Legale per i Diritti Umani Università di Palermo

Collettivo Ujamaa - Torino

Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani

Comitato Antirazzista Cobas – Palermo

Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos

COSPE ONLUS

CRIC/Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione

Danish Refugee Council Italia

EducAid – Ong

Emergency Onlus Ong- Italia

Emmaus Italia

Emmaus Palermo

Eufemia APS - Associazione culturale

eXtinction Rebellion Palermo

eXtinction Rebellion Sicilia

Focus On Africa

Fondazione De La Salle Solidarietà Internazionale Onlus

Forum Lampedusa Solidale

Gambian Association Palermo

Giocherenda Palermo

Green Italia

Human Rights Youth Organization/HRYO

Ikenga - Circolo Arci - Palermo

Il Grande Colibrì

Il Manifesto

INTERSEZIONALE

Jekafò  - Palermo

Laboratorio Andrea Ballarò – Palermo

Laici Comboniani Comunità La Zattera Palermo

LasciateCIEntrare

L.A.W. International / Legal Assistance Worldwide International

Legambiente Sicilia

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

Liberazione queer+ Messina

Linea d'Ombra - Organizzazione di Volontariato – Trieste

MAIS/movimento per l’Autosviluppo l’Interscambio e la Solidarietà  Ong

Maghweb - Palermo

Mare memoria viva associazione - Palermo

Mater Africa Per la Cooperazione Internazionale Onlus

Médecins du Monde - Missione Italia

Medici contro la Tortura

Mediterranea Saving Humans

MIR Palermo

Moltivolti - Palermo

Movimento Shalom Onlus - Pisa

NAGA - ODV PER L'ASSISTENZA SOCIOSANITARIA E PER I DIRITTI DI CITTADINI STRANIERI, ROM E SINTI – Milano

Nena News – Agenzia Stampa vicino Oriente

Next - Nuove Energie X il Territorio - Palermo

Niofar - Associazione dei giovani Senegalesi - Palermo

Ospiti in arrivo Onlus – Udine

Osservatorio contro le discriminazioni razziali “Nouredine Adnane” - Palermo

Osservatorio Solidarietà - Milano

Palermo Pride

Pellegrino della Terra - Palermo

Proactiva Open Arms

Progetto Diritti Onlus

Progetto Melting Pot Europa

Psicologi per i diritti umani

Rainbow4Africa

Refugees Welcome – Gruppo territoriale di Palermo

Rete antirazzista catanese

RE.TE Ong - Associazione di tecnici per la solidarietà e la cooperazione internazionale

Rete DASI – Rete Accoglienza FVG

Rete Milano

Sea-Watch

Strada Si.Cura

STRA VOX – Palermo

Terraferma – Sportello migranti Bagheria

Terra Nuova Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli

Trinart Associazione di volontariato Palermo

UDI/Unione Donne Italiane - Palermo

Un Ponte per..

Voci Globali

 

ADESIONI INTERNAZIONALI

Association des Usagers de la Pada - Marsiglia

INFOKOLPA COLLETIVO - SLOVENIA

PRO ASYL, Germania

Flüchtlingsrat (Consiglio per i rifugiati) Schleswig-Holstein e.V., Kiel , Germania

Flüchtlingsrat (Consiglio per i rifugiati) Hamburg e.V., Germania

Flüchtlingsrat (Consiglio per i rifugiati) Niedersachsen e.V., Germania

Flüchtlingsrat (Consiglio per i rifugiati)  Brandenburg, Germania

Saioa Bilbao Urkidi-Universidad del País Vasco/Euskal Herriko Unibertsitatea – Paesi Baschi

Watch the Med - Alarm Phone

Caravana Abriendo Fronteras, Spagna

Ongi Etorri Errefuxiatuak, Paesi Baschi

Salvamento Maritimo Humanitario - SMH

Transnational migrant Platform, Spagna

 

ADESIONI PERSONALI:

Donatella Di Cesare, filosofa, saggista e editorialista, Docente Università "La Sapienza" di Roma

Enrico Pugliese, Professore Emerito, Disse-Università di Roma Sapienza - Associato alla ricerca Irpps-CNR

Francesco Martone, associate, Transnational Institute, Olanda

Giuseppe Burgio, Università "Kore" di Enna

Mari D'Agostino, Docente Università Degli Studi di Palermo

Giusto Picone, emerito Università Degli Studi di Palermo

Gaetano Gucciardo, docente Università Degli Studi di Palermo

Francesco Lo Piccolo, docente Università Degli Studi di Palermo

Alessandra Rizzo, Docente Università Degli Studi di Palermo

Elisabetta di Giovanni, Docente Università Degli Studi di Palermo

Vincenzo Fumetta, Università Degli Studi di Palermo

Valentina Castagna, Docente Università Degli Studi di Palermo

Furaha Nzirirane, Università Degli Studi di Palermo

Matteo Di Gesù, Docente Università Degli Studi di Palermo

Elena Mignosi, Docente Università Degli Studi di Palermo

Vincenzo Pinello, Docente Università Degli Studi di Palermo

Elaine Acosta González, Visiting Scholar, Cuban Research Institute, Florida International University

Lunedì, 25 Maggio 2020 07:48

EMERGENZA COVID19 in Bosnia

Scritto da

Vogliamo assicurare a tutti voi che RE.TE. continua ad operare in questa difficilissima situazione globale. I nostri uffici sparsi per il mondo sono chiusi, ma tutti continuiamo a lavorare per affrontare la crisi e per dare continuità al rapporto con le organizzazioni partner e i partecipanti ai progetti.

In Bosnia Erzegovina in particolare, l’arrivo della pandemia ci ha trovato impegnati nella realizzazione di un progetto sanitario importante, dedicato alla prevenzione e cura dei tumori femminili. Siamo stati obbligati ben presto a rallentare le attività previste, soprattutto quelle prettamente ospedaliere, continuando tuttavia a lavorare attivamente, in collegamento con i nostri partner.

Contemporaneamente, si è sviluppato un coordinamento spontaneo tra noi di RE.TE., l'Ambasciata Italiana  a Sarajevo, l’AICS stessa, Save The Children e CISP Ong, per fa sì che i progetti italiani di cooperazione in Bosnia Erzegovina potessero usare il loro contesto di attività per essere utili in questa emergenza. Velocemente abbiamo preparato tutto il necessario per coordinarci in modo che ciascuna ONG potesse operare secondo competenza, ma che tutte le attività rappresentassero congiuntamente le tre ONG, l'AICS ed l'Ambasciata. I primi a partire siamo stati noi di RE.TE. organizzando (con l'aiuto dei nostri partner), la traduzione e la diffusione dei protocolli sanitari dei nostri ospedali italiani per il contenimento del Covid-19 negli ospedali in Bosnia Herzegovina. 
Ad oggi abbiamo già realizzato due invii di protocolli, selezionati dall'AOU Città della Scienza e della Salute di Torino, coinvolta nel progetto oncologico, e dall'Ambasciata, tradotti e diffusi tramite la nostra rete di contatti, quella della cooperazione italiana e delle Nazioni Unite. Allo stesso tempo, Save The Children ha adattato una sua campagna sui contenuti della prevenzione da contagio e insieme a CISP hanno orientato una parte delle loro attività per la distribuzione di aiuti alimentari a famiglie in profonda esigenza alimentare dovuta al lock-down. L'Ambasciata Italiana, nel frattempo, ha organizzato la distribuzione in loco di 200 respiratori realizzati a partire dalle maschere di Decathlon, l'arrivo di due medici militari italiani in loco ed una serie di conference call tra l'Istituto Superiore di Sanità e il ministero della Salute della Bosnia. RE.TE. è stata partecipe anche in questo lavoro di scambio “in diretta” tra medici occupati nell’emergenza.
Tutte queste attività sono state oggetto di una campagna stampa lanciata la settimana scorsa in Bosnia Erzegovina dal titolo "beating together"- "i nostri cuori battono insieme" che ha avuto grossa risonanza nel paese.

Adesso anche le attività di aiuto in emergenza hanno assunto una loro routine, e insieme al fatto che anche in Bosnia Herzegovina sia stato ridotto il lock-down da lunedì 11 maggio, potremo tornare a lavorare per recuperare le attività del progetto. Premettiamo che non sarà semplice, ci vorranno molto impegno, fantasia e disponibilità per scegliere come reimpostare il lavoro  secondo queste nuove regole di vita che ci coinvolgono tutti.

Vi terremo informati.

Martedì, 31 Marzo 2020 15:20

EMERGENZA COVID19

Scritto da

Care e cari,

nella situazione di emergenza COVID-19, tenendo conto della sua costante evoluzione, con il fine di prevenire quanto più possibile gli effetti dannosi o non gestibili, inviamo una serie di indicazioni per tutto il personale in questa situazione di emergenza.

Data l’imprevedibilità ed incertezza relativa all’evolversi dell’emergenza nei singoli Paesi, invitiamo tutti i dipendenti, soci, collaboratori, simpatizzanti a seguire con la dovuta attenzione quanto già previsto per le norme precauzionali individuali pubblicate dalle autorità sanitarie italiane, locali e dall’OMS, tra cui:

1.   Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica; evitare il contatto ravvicinato e cerca di mantenere sempre un metro di distanza dalle altre persone, non toccarti occhi, naso e bocca con le mani; coprire bocca e naso con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce. Se non si ha un fazzoletto, usare la piega del gomito; non prendere farmaci antivirali né antibiotici senza la prescrizione del medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol ed usare la mascherina se si sospetta di essere malato o se si assistono persone malate.

2.   Attivare il lavoro agile in tutte le situazioni possibili;

3.   Evitare assembramenti.

L’attuale emergenza sanitaria, in Italia e nei Paesi partner, che sta provocando inevitabili e comuni difficoltà nella realizzazione dei progetti, nella loro gestione amministrativa e finanziaria, nella tutela della salute delle persone che vi lavorano e soprattutto nella effettiva capacità di raggiungere i beneficiari, riducendo l’efficacia e la tempestività delle azioni di cooperazione.

Le circostanze eccezionali nelle quali operiamo ci hanno portato a cercare il dialogo con le rappresentanze italiane ed europee e con i finanziatori dei progetti, anche al fine di attivare proroghe extracontrattuali e di misure e procedure in deroga nei progetti in corso.

L’Associazione Ong Italiane ha attivato un percorso di costante raccordo con MAECI e AICS, i quali enti prevedono attualmente il rientro temporaneo del personale italiano e internazionale contrattualizzato nell'ambito di progetti e programmi di cooperazione allo sviluppo laddove si palesi un quadro emergenziale; queste indicazioni vengono seguite da RETE continuando a compilare il monitoraggio del personale espatriato presente nei Paesi richiesto ogni pochi giorni dall’AOI.

L’organizzazione, e tutto il suo personale, si impegnano a seguire le indicazioni sulla base dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio, 4 marzo e 11 marzo 2020 e delle indicazioni di CONCORD, AOI, Forum del Terzo Settore: 

LAVORO D’UFFICIO

a.   è attuato il massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; vengono mantenuti gli obblighi contrattuali, i mansionari e gli orari di lavoro concordati con ciascuno; vengono altresì mantenuti i salari e il personale non sarà costretto ad utilizzare ferie e permessi;

b.   vengono assunti i protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;

c.   chi abbia necessità di recarsi presso l’ufficio, è invitato a farlo tramite mezzo di trasporto individuale (a piedi, in bicicletta, in motorino, in automobile). 

e.   si raccomanda a tutti i volontari e collaboratori, in particolare alle persone anziane o affette da patologie, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati.

f.    si raccomanda che visitatori e corrieri non entrino all’interno dell’ufficio.

VIAGGI PROFESSIONALI

I viaggi e trasferte di lavoro non sono permessi e vanno cancellati. Gli unici trasferimenti permessi sono quelli per rientrare al proprio centro di residenza.

RIENTRI IN ITALIA

In ottemperanza a quanto indicato dal dipartimento della Protezione Civile tutti coloro che rientrano  dovranno segnalare la circostanza alle Asl e osservare 14 giorni di isolamento.

INCONTRI, RIUNIONI ED EVENTI

Tutti gli incontri ed eventi sono cancellati. Potranno essere realizzati ove possibile tramite formule di teleconferenza.

 

Qualora un operatore manifesti sintomi riconducibili al codiV-19, quali tosse secca o febbre superiore a 37.5°, questo è obbligato a restare a casa e contattare il proprio medico di base.

RINVIO DELLE SCADENZE DI LEGGE

Gli adeguamenti statutari, per APS, ODV e ONLUS, già iscritte ai relativi elenchi, previsti per il 30 giugno 2020, potranno essere realizzati entro il 31 ottobre 2020. Per l’anno 2020, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte negli appositi registri, per le quali la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricade all’interno del periodo emergenziale, possono approvare i propri bilanci entro il 31 OTTOBRE 2020, anche in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto. 

AMMORTIZZAZIONI STRAORDINARI

In aggiunta a quanto dettagliato in precedenza, qualora se ne presentasse necessità, saranno applicati gli ammortizzatori straordinari previsti dagli specifici DM. I periodi di quarantena con sorveglianza attiva saranno equiparati alla malattia, certificata dal medico curante.

 

Torino, 14 marzo 2020

La Presidente e legale rappresentante

Maria Cinzia Messineo

Martedì, 08 Ottobre 2019 13:39

Festa di Agrobarriera

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Giovedì, 28 Marzo 2019 13:58

Incontro sul Nicaragua - 4 aprile 2019

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Venerdì, 12 Ottobre 2018 12:19

Incontro sul Nicaragua - 19 ottobre 2018, 17h30

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Sono partiti da poco dall'Italia due partner peruviani del progetto di RE.TE e Terra Nuova a sostegno delle cooperative amazzoniche peruviane che producono caffè, cacao, frutta e ortaggi agroecologici e biologici. Virgilio García è un agricoltore che produce caffè e cacao nella zona di Pangoa (regione di Junín, la cosiddetta Selva Central del Perù); è anche membro del direttivo della Cooperativa Pangoa. Esaú Hidalgo invece vive a Campoverde, un municipio non distante da Pucallpa (regione Ucayali), dove si dedica principalmente alla coltivazione di varietà amazzoniche di peperoncino; è presidente della Asociación de Productores Ecológicos “El Pimental” che trasforma il peperoncino in salse piccanti. 

Virgilio ed Esaù hanno partecipato innanzitutto a Terra Madre - Salone del Gusto 2018.

Le visite comuni sono iniziate il 24 settembre con una giornata trascorsa presso la Lavazza a Settimo Torinese. La visita è stata molto approfondita e ha suscitato molto interesse: abbiamo toccato sia l’organizzazione dell’impresa che l’impianto, la parte di ricerca e sviluppo e di vendita, comprese alcune degustazioni di diverse miscele o caffè di origine. 
Il 25 settembre, dopo la visita al mercato di Porta Palazzo, Virgilio ed Esaù hanno visitato l’esperienza degli orti urbani che RE.TE gestisce nell'area del Boschetto di Barriera di Milano, dove si pratica sviluppo comunitario, agricoltura biologica, agricoltura sociale con le scuole, gli ex-tossici e le persone con disagio mentale. 
Il 26 settembre ci ha accolto Gobino, una delle più rinomate cioccolaterie artigianali torinesi, riconosciuta anche a livello internazionale. Abbiamo potuto visitare tutte le linee di preparazione della materia prima e di produzione di cioccolato e cioccolatini; alcuni prodotti hanno un'unica provenienza, legata a presidi Slow Food (Messico, Venezuela, Sao Tomé). La visita si è conclusa con una degustazione dei diversi prodotti.
Dalle 16 alle 18.30 ha avuto poi luogo l'incontro pubblico “Agroecologia e Cooperazione: dialogo tra Perù, Cuba e Italia”, presso il Campus Luigi Einaudi, grazie alla collaborazione dell'Università di Torino.
Il 27 mattina abbiamo incontrato Coldiretti, approfondendo il sistema dell’advocacy, da un lato, e della vendita diretta tramite i mercati contadini di Campagna Amica, nonché in generale confrontandoci sulle sfide dei piccoli produttori. Al pomeriggio abbiamo poi partecipato ad un seminario ad Agraria con la delegazione cubana a Terra Madre. 

Il 28, dopo sistemazione in località Bazzano (provincia di Modena) Esaù e Virgilio si sono spostati con i compagni di Terra Nuova a Bologna, dove hanno potuto gironzolare tra le bancarelle del mercatino bio di “Campi Aperti”. “Campi Aperti” è tra i promotori di “Genuino Clandestino” un movimento per il superamento della certificazione di parte terza in Italia. Verso le 18,30 hanno tenuto nella piazzetta del mercato una presentazione pubblica delle esperienze di Pimental e Pangoa; si è approfondito in particolare il tema della certificazione partecipativa dei prodotti biologici. 
Il giorno successivo sono andati in visita alla fattoria Giardino a Framazzoni (Modena), familiare e biologica.
Il 30 settembre sono tornati a Bologna, dove la Cooperativa Arveia ha in affitto dal comune di Bologna 47 ettari. La cooperativa è una esperienza di CSA (Comunità che supporta l’agricoltura), i soci sono cioè circa 220 famiglie, di cui solo 5 (8 durante la stagione estiva) persone sono anche coinvolti nelle operazioni agricole. La giornata è trascorsa tra i campi di Arvaia e la discussione si è soffermata a lungo sui sistemi di certificazione partecipazione. Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 17, si è tenuto presso la bottega del commercio equo e solidale della cooperativa Oltremare (gestito dall’associazione Solidarietà/Impegno) un incontro pubblico con le testimonianze di Esaù e Virgilio. 
Il 1/10 si sono spostati in un comune non distante da Modena, dove hanno visitato un’azienda estremamente diversificata: 5 ettari con alternanza di orticole, apicoltura, aree inerbite e alta biodiversità (siepi, essenze mellifere e prato per attrarre insetti benefici), asini ed animali da cortile. 

Esaú e Virgilio sono ripartiti il 2 ottobre. Un lungo viaggio sulle tracce dei gusti giusti e dei contadini che difendono la biodiversità.

La visita si è realizzata nell’ambito del progetto “Promozione delle filiere bio di cooperative dell’Amazzonia” che riceve finanziamento dall’AICS, grazie anche al sostegno di Slow Food e alla collaborazione attiva di moltissimi soggetti.

Mercoledì, 19 Settembre 2018 14:42

Agroecologia e cooperazione: dialogo tra Perù, Cuba e Italia

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RE.TE. ong via Norberto Rosa 13/a 10154 Torino Tel: +39 011 7707388 Fax: +39 1782725520 reteong@reteong.org