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anche le Ong piemontesi chiedono una politica europea e italiana più coraggiosa sulle migrazioni, che abbia al centro il rispetto dei diritti umani
RE.TE. aderisce alla richiesta di 150 organizzazioni al Governo italiano di cambiare il sistema delle navi quarantena
daniela150 ORGANIZZAZIONI ITALIANE ED INTERNAZIONALI CHIEDONO AL GOVERNO ITALIANO LO STOP DEL SISTEMA DELLE NAVI QUARANTENA
Palermo 14 dicembre 2020
“La tutela del diritto alla vita e alla salute non può variare in funzione della nazionalità e della provenienza”. Ong, associazioni, studiosi e ricercatori sottoscrivono il documento con le proposte per rendere il sistema di accoglienza sicuro e dignitoso.
“Il trattenimento a bordo di unità navali per lo svolgimento del periodo di sorveglianza sanitaria delle persone soccorse in mare o sbarcate autonomamente in Italia rappresenta una limitazione delle libertà di movimento delle persone e una violazione del divieto di discriminazione, poiché si attua con modalità differenziate per i soli cittadini stranieri in percorso migratorio e senza alcuna trasparenza e informazione a riguardo.”
Questa la prima denuncia evidenziata dal documento “Criticità del sistema navi-quarantena per persone migranti: analisi e richieste”, condiviso e sottoscritto da circa 150 organizzazioni italiane e internazionali a cui si sono associati docenti universitari, filosofi e operatori umanitari per chiedere al Ministero dell’Interno, al Ministero dei Trasporti, al Ministero della Salute, al Dipartimento della protezione civile di chiudere il modello di gestione della quarantena con le navi e migliorare e rafforzare il sistema di accoglienza e di impegnarsi ad introdurre misure che rispettino la sicurezza, la salute e i diritti di tutte le persone coinvolte, senza alcun tipo di discriminazione.
LE RICHIESTE AL GOVERNO
Le realtà firmatarie chiedono che vengano dismesse le navi quarantena, che sembrano rispondere più a paure indotte che a criteri di una gestione sicura, ragionevole e umana dell’epidemia e dei flussi migratori e reinvestiti i finanziamenti previsti nell’adeguamento dei centri di accoglienza a terra; e che, nel mentre, vengano fornite comunicazioni pubbliche ed esaustive sulla situazione a bordo delle navi, rendendo trasparenti e pubbliche le procedure adottate in particolare nei confronti dei minori e di persone anche con gravi vulnerabilità. Il documento inoltre pone l’attenzione sulla necessità di garantire un’adeguata informazione legale e sanitaria a tutte le persone attualmente presenti sulle navi e l’impegno formale affinché non vengano più trasferite sulle navi anche persone già presenti sul territorio. Infine, chiedono che venga sospesa la prassi della consegna dei decreti di respingimento differito e delle espulsioni consegnate al momento dello sbarco.
LE EMERGENZE SANITARIE
Consapevoli delle difficoltà della situazione attuale, non si mette in dubbio lo strumento della quarantena precauzionale, ma, esattamente per questo, molti sono i dubbi sull’efficacia di tale modello in termini di contenimento del contagio. Gestire centinaia di persone in un grande luogo chiuso dove vengono isolati sia casi positivi che persone in quarantena precauzionale, dove è impossibile applicare il distanziamento e l’isolamento completo dei casi positivi ed è problematico l’immediato trasferimento in ospedale in caso di necessità, non è un modello né auspicabile né necessario. Secondo vari esperti, la soluzione migliore sarebbe sottoporre le persone in brevissimo tempo a tampone per poi provvedere a farli sbarcare in luoghi idonei a terra. Alle problematiche legate alla diffusione del virus, si aggiungono anche le preoccupazioni circa l’acuirsi delle situazioni di salute pregresse, di disagio psicologico e rischio di ritraumatizzazione che le misure di quarantena a bordo possono provocare su individui che hanno spesso già subito eventi traumatici di varia natura, violenze, privazioni e torture. Nel solo mese di ottobre sono stati segnalati sui giornali diversi casi di persone che hanno cercato la fuga gettandosi in mare dalle navi e sono giunte notizie anche di atti di autolesionismo a bordo delle stesse navi.
LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI
L'uso delle navi quarantena è progettato per essere imposto esclusivamente alle persone non italiane in percorso migratorio comportando una limitazione delle libertà di movimento delle persone: una modalità fortemente discriminatoria. Isolate dal mondo, le testimonianze delle persone trattenute a bordo raccontano di una assenza di cura, oltre che della mancanza di ogni tipo di informativa legale, di possibilità di contattare avvocati, medici di fiducia o associazioni sul territorio. Le unità navali sembrano essere utilizzate come “hotspot galleggianti” per operare la selezione arbitraria e preventiva tra richiedenti asilo e migranti economici e come CPR nel predisporre rimpatri. Un caso di gravissima violazione dei diritti si è verificato, fino alla prima metà di ottobre 2020, col trattenimento a bordo dei minori soli. Sempre nel mese di ottobre, inoltre, è venuta alla luce attraverso diverse segnalazioni la pratica di prelevare persone straniere già presenti nei centri di accoglienza, anche da molti mesi, per trasferirle sulle navi-quarantena. Azioni illegali che sembrano essere state abbandonate ma senza alcuna certezza pubblica.
GLI ASPETTI ECONOMICI
L’analisi condotta nell’estensione del documento evidenzia, inoltre, come le navi-quarantena siano state reperite sul mercato a mezzo di avvisi pubblicati dal Ministero per le Infrastrutture e Trasporti, con procedure accelerate. Non è possibile calcolare il costo complessivo di questa operazione, non tanto e non solo in termini economici, quanto anche in termini di oneri di sicurezza e di ulteriori oneri di assistenza sanitaria derivanti dalla necessità di operare in mare anziché a terra. Tuttavia, ricostruendo i dati in base ad avvisi del Ministero dell'Interno, sappiamo che il costo delle strutture a terra è di 30-40 euro al giorno per migrante; lo stesso servizio in mare, sulla base degli avvisi e del disciplinare tecnico pubblici, sembra assestarsi sui 150-200 euro pro die per ciascun ospite. Una chiara e incredibile sproporzione e, ancora una volta anche su questo, una mancanza assoluta di informazioni e di trasparenza.
LE CONSEGUENZE SOCIALI
L’utilizzo delle navi-quarantena solo per persone migranti non fa che accrescere in Italia la stigmatizzazione nei confronti di una specifica popolazione. A novembre 2020 su 2448 persone sulle navi solo 197 erano positivi al covid-19, l’8% (con contagi avvenuti prevalentemente nei contesti di promiscuità vissuti durante il viaggio). Al dibattito allarmista e totalmente infondato sui rischi di salute pubblica posti dall’arrivo dei “migranti-untori” si aggiungono adesso le paure indotte dall’utilizzo di un modello di quarantena “con maggiore sicurezza” dichiarato come necessario per i soli migranti sbarcati sulle nostre coste, nonché la vergognosa retorica populista e xenofoba di chi denuncia il privilegio concesso ai migranti di trascorrere la quarantena su navi dotate di bar, piscina e cinema.
“Il diritto alla vita e il diritto alla salute non possono variare in funzione della nazionalità e della provenienza. Rafforziamo e miglioriamo un sistema di accoglienza che sia sicuro e dignitoso”, questa la richiesta di tutti i firmatari uniti nella sottoscrizione del documento “Criticità del sistema navi-quarantena per persone migranti: analisi e richieste” di cui si chiede la massima condivisione.
Segreteria organizzativa
CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud | Forum antirazzista Palermo
Pasqua de Candia, p.decandia@cissong.org - 091 6262694
Per ulteriori adesioni compilare il form al link di seguito:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScwbF5BUwA1HFEZavjPCUDf9KfD39iWixrRZ-AyZ3KnhklIgg/viewform
| ENTI SOTTOSCRITTORI DEL DOCUMENTO |
Coordinamenti nazionali
AOI/Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (di cui fanno parte 136 Organizzazioni e coordinamenti)
CISPM – Coalizione Internazionale Sans Papiers e Migranti
COP - Consorzio Ong Piemontesi (di cui fanno parte 33 organizzazioni)
FOCSIV - Federazione Organismi Cristiani per il Servizio Internazionale Volontario (di cui fanno parte 87 Organizzazioni)
Piattaforma ONG/OSC italiane Mediterraneo e Medio Oriente (di cui fanno parte 35 organizzazioni)
Rete Italiana Antifascista e Movimento Antirazzista Italiano
UNIRE/Unione Nazionale Italiana per i Rifugiati ed Esuli
Reti, associazioni locali, regionali, nazionali e internazionali aderenti
Forum Antirazzista Di Palermo
Cooperazione Internazionale Sud Sud/ CISS
Medici Senza Frontiere Italia /MSF
ACS Italia/Associazione di Cooperazione e Solidarietà
ADIF/ Associazione Diritti e Frontiere
ADDUMA/Avvocati dei Diritti Umani - Palermo
Amref Health Africa
Antigone Sicilia
ARCS-ARCI Culture Solidali APS
Arci Porco Rosso - Palermo
Arci Palermo
Arci Sicilia
ArteMigrante - Palermo
ASGI/Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione
Assemblea permanente antirazzista e antifascista - Vicofaro, Pistoia
Associazione Antimafie “Rita Atria” – Palermo
Associazione Nazionale per la Pace
Associazione per la Pace - Padova
Associazione Psicologi nel Mondo-Torino
A-Sud – Sicilia
A-Sud
AUCI/Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale - Roma
Baobab Experience - Roma
Basta Violenza alle Frontiere
Biblioteca Ibby - Lampedusa
Bocs – Circolo Arci Bagheria
Booq Palermo
borderline-europe
Borderline Sicilia
Bozen Solidale
CarovaneMigranti
Casa della Cooperazione Circolo Arci - Palermo
CCM/Comitato Collaborazione Medica
CEFA - Il seme della solidarietà Onlus
Centro Diaconale La Noce - Istituto Valdese - Palermo
Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci” – Palermo
CESIE | Centro studi e iniziative europeo
CISP/Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli
CIAI/Centro Italiano Aiuti all'Infanzia
CLEDU/Clinica Legale per i Diritti Umani Università di Palermo
Collettivo Ujamaa - Torino
Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani
Comitato Antirazzista Cobas – Palermo
Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos
COSPE ONLUS
CRIC/Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione
Danish Refugee Council Italia
EducAid – Ong
Emergency Onlus Ong- Italia
Emmaus Italia
Emmaus Palermo
Eufemia APS - Associazione culturale
eXtinction Rebellion Palermo
eXtinction Rebellion Sicilia
Focus On Africa
Fondazione De La Salle Solidarietà Internazionale Onlus
Forum Lampedusa Solidale
Gambian Association Palermo
Giocherenda Palermo
Green Italia
Human Rights Youth Organization/HRYO
Ikenga - Circolo Arci - Palermo
Il Grande Colibrì
Il Manifesto
INTERSEZIONALE
Jekafò - Palermo
Laboratorio Andrea Ballarò – Palermo
Laici Comboniani Comunità La Zattera Palermo
LasciateCIEntrare
L.A.W. International / Legal Assistance Worldwide International
Legambiente Sicilia
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Liberazione queer+ Messina
Linea d'Ombra - Organizzazione di Volontariato – Trieste
MAIS/movimento per l’Autosviluppo l’Interscambio e la Solidarietà Ong
Maghweb - Palermo
Mare memoria viva associazione - Palermo
Mater Africa Per la Cooperazione Internazionale Onlus
Médecins du Monde - Missione Italia
Medici contro la Tortura
Mediterranea Saving Humans
MIR Palermo
Moltivolti - Palermo
Movimento Shalom Onlus - Pisa
NAGA - ODV PER L'ASSISTENZA SOCIOSANITARIA E PER I DIRITTI DI CITTADINI STRANIERI, ROM E SINTI – Milano
Nena News – Agenzia Stampa vicino Oriente
Next - Nuove Energie X il Territorio - Palermo
Niofar - Associazione dei giovani Senegalesi - Palermo
Ospiti in arrivo Onlus – Udine
Osservatorio contro le discriminazioni razziali “Nouredine Adnane” - Palermo
Osservatorio Solidarietà - Milano
Palermo Pride
Pellegrino della Terra - Palermo
Proactiva Open Arms
Progetto Diritti Onlus
Progetto Melting Pot Europa
Psicologi per i diritti umani
Rainbow4Africa
Refugees Welcome – Gruppo territoriale di Palermo
Rete antirazzista catanese
RE.TE Ong - Associazione di tecnici per la solidarietà e la cooperazione internazionale
Rete DASI – Rete Accoglienza FVG
Rete Milano
Sea-Watch
Strada Si.Cura
STRA VOX – Palermo
Terraferma – Sportello migranti Bagheria
Terra Nuova Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli
Trinart Associazione di volontariato Palermo
UDI/Unione Donne Italiane - Palermo
Un Ponte per..
Voci Globali
ADESIONI INTERNAZIONALI
Association des Usagers de la Pada - Marsiglia
INFOKOLPA COLLETIVO - SLOVENIA
PRO ASYL, Germania
Flüchtlingsrat (Consiglio per i rifugiati) Schleswig-Holstein e.V., Kiel , Germania
Flüchtlingsrat (Consiglio per i rifugiati) Hamburg e.V., Germania
Flüchtlingsrat (Consiglio per i rifugiati) Niedersachsen e.V., Germania
Flüchtlingsrat (Consiglio per i rifugiati) Brandenburg, Germania
Saioa Bilbao Urkidi-Universidad del País Vasco/Euskal Herriko Unibertsitatea – Paesi Baschi
Watch the Med - Alarm Phone
Caravana Abriendo Fronteras, Spagna
Ongi Etorri Errefuxiatuak, Paesi Baschi
Salvamento Maritimo Humanitario - SMH
Transnational migrant Platform, Spagna
ADESIONI PERSONALI:
Donatella Di Cesare, filosofa, saggista e editorialista, Docente Università "La Sapienza" di Roma
Enrico Pugliese, Professore Emerito, Disse-Università di Roma Sapienza - Associato alla ricerca Irpps-CNR
Francesco Martone, associate, Transnational Institute, Olanda
Giuseppe Burgio, Università "Kore" di Enna
Mari D'Agostino, Docente Università Degli Studi di Palermo
Giusto Picone, emerito Università Degli Studi di Palermo
Gaetano Gucciardo, docente Università Degli Studi di Palermo
Francesco Lo Piccolo, docente Università Degli Studi di Palermo
Alessandra Rizzo, Docente Università Degli Studi di Palermo
Elisabetta di Giovanni, Docente Università Degli Studi di Palermo
Vincenzo Fumetta, Università Degli Studi di Palermo
Valentina Castagna, Docente Università Degli Studi di Palermo
Furaha Nzirirane, Università Degli Studi di Palermo
Matteo Di Gesù, Docente Università Degli Studi di Palermo
Elena Mignosi, Docente Università Degli Studi di Palermo
Vincenzo Pinello, Docente Università Degli Studi di Palermo
Elaine Acosta González, Visiting Scholar, Cuban Research Institute, Florida International University
Vogliamo assicurare a tutti voi che RE.TE. continua ad operare in questa difficilissima situazione globale. I nostri uffici sparsi per il mondo sono chiusi, ma tutti continuiamo a lavorare per affrontare la crisi e per dare continuità al rapporto con le organizzazioni partner e i partecipanti ai progetti.
In Bosnia Erzegovina in particolare, l’arrivo della pandemia ci ha trovato impegnati nella realizzazione di un progetto sanitario importante, dedicato alla prevenzione e cura dei tumori femminili. Siamo stati obbligati ben presto a rallentare le attività previste, soprattutto quelle prettamente ospedaliere, continuando tuttavia a lavorare attivamente, in collegamento con i nostri partner.
Contemporaneamente, si è sviluppato un coordinamento spontaneo tra noi di RE.TE., l'Ambasciata Italiana a Sarajevo, l’AICS stessa, Save The Children e CISP Ong, per fa sì che i progetti italiani di cooperazione in Bosnia Erzegovina potessero usare il loro contesto di attività per essere utili in questa emergenza. Velocemente abbiamo preparato tutto il necessario per coordinarci in modo che ciascuna ONG potesse operare secondo competenza, ma che tutte le attività rappresentassero congiuntamente le tre ONG, l'AICS ed l'Ambasciata. I primi a partire siamo stati noi di RE.TE. organizzando (con l'aiuto dei nostri partner), la traduzione e la diffusione dei protocolli sanitari dei nostri ospedali italiani per il contenimento del Covid-19 negli ospedali in Bosnia Herzegovina.
Ad oggi abbiamo già realizzato due invii di protocolli, selezionati dall'AOU Città della Scienza e della Salute di Torino, coinvolta nel progetto oncologico, e dall'Ambasciata, tradotti e diffusi tramite la nostra rete di contatti, quella della cooperazione italiana e delle Nazioni Unite. Allo stesso tempo, Save The Children ha adattato una sua campagna sui contenuti della prevenzione da contagio e insieme a CISP hanno orientato una parte delle loro attività per la distribuzione di aiuti alimentari a famiglie in profonda esigenza alimentare dovuta al lock-down. L'Ambasciata Italiana, nel frattempo, ha organizzato la distribuzione in loco di 200 respiratori realizzati a partire dalle maschere di Decathlon, l'arrivo di due medici militari italiani in loco ed una serie di conference call tra l'Istituto Superiore di Sanità e il ministero della Salute della Bosnia. RE.TE. è stata partecipe anche in questo lavoro di scambio “in diretta” tra medici occupati nell’emergenza.
Tutte queste attività sono state oggetto di una campagna stampa lanciata la settimana scorsa in Bosnia Erzegovina dal titolo "beating together"- "i nostri cuori battono insieme" che ha avuto grossa risonanza nel paese.
Adesso anche le attività di aiuto in emergenza hanno assunto una loro routine, e insieme al fatto che anche in Bosnia Herzegovina sia stato ridotto il lock-down da lunedì 11 maggio, potremo tornare a lavorare per recuperare le attività del progetto. Premettiamo che non sarà semplice, ci vorranno molto impegno, fantasia e disponibilità per scegliere come reimpostare il lavoro secondo queste nuove regole di vita che ci coinvolgono tutti.
Vi terremo informati.
Care e cari,
nella situazione di emergenza COVID-19, tenendo conto della sua costante evoluzione, con il fine di prevenire quanto più possibile gli effetti dannosi o non gestibili, inviamo una serie di indicazioni per tutto il personale in questa situazione di emergenza.
Data l’imprevedibilità ed incertezza relativa all’evolversi dell’emergenza nei singoli Paesi, invitiamo tutti i dipendenti, soci, collaboratori, simpatizzanti a seguire con la dovuta attenzione quanto già previsto per le norme precauzionali individuali pubblicate dalle autorità sanitarie italiane, locali e dall’OMS, tra cui:
1. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica; evitare il contatto ravvicinato e cerca di mantenere sempre un metro di distanza dalle altre persone, non toccarti occhi, naso e bocca con le mani; coprire bocca e naso con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce. Se non si ha un fazzoletto, usare la piega del gomito; non prendere farmaci antivirali né antibiotici senza la prescrizione del medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol ed usare la mascherina se si sospetta di essere malato o se si assistono persone malate.
2. Attivare il lavoro agile in tutte le situazioni possibili;
3. Evitare assembramenti.
L’attuale emergenza sanitaria, in Italia e nei Paesi partner, che sta provocando inevitabili e comuni difficoltà nella realizzazione dei progetti, nella loro gestione amministrativa e finanziaria, nella tutela della salute delle persone che vi lavorano e soprattutto nella effettiva capacità di raggiungere i beneficiari, riducendo l’efficacia e la tempestività delle azioni di cooperazione.
Le circostanze eccezionali nelle quali operiamo ci hanno portato a cercare il dialogo con le rappresentanze italiane ed europee e con i finanziatori dei progetti, anche al fine di attivare proroghe extracontrattuali e di misure e procedure in deroga nei progetti in corso.
L’Associazione Ong Italiane ha attivato un percorso di costante raccordo con MAECI e AICS, i quali enti prevedono attualmente il rientro temporaneo del personale italiano e internazionale contrattualizzato nell'ambito di progetti e programmi di cooperazione allo sviluppo laddove si palesi un quadro emergenziale; queste indicazioni vengono seguite da RETE continuando a compilare il monitoraggio del personale espatriato presente nei Paesi richiesto ogni pochi giorni dall’AOI.
L’organizzazione, e tutto il suo personale, si impegnano a seguire le indicazioni sulla base dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio, 4 marzo e 11 marzo 2020 e delle indicazioni di CONCORD, AOI, Forum del Terzo Settore:
LAVORO D’UFFICIO
a. è attuato il massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; vengono mantenuti gli obblighi contrattuali, i mansionari e gli orari di lavoro concordati con ciascuno; vengono altresì mantenuti i salari e il personale non sarà costretto ad utilizzare ferie e permessi;
b. vengono assunti i protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
c. chi abbia necessità di recarsi presso l’ufficio, è invitato a farlo tramite mezzo di trasporto individuale (a piedi, in bicicletta, in motorino, in automobile).
e. si raccomanda a tutti i volontari e collaboratori, in particolare alle persone anziane o affette da patologie, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati.
f. si raccomanda che visitatori e corrieri non entrino all’interno dell’ufficio.
VIAGGI PROFESSIONALI
I viaggi e trasferte di lavoro non sono permessi e vanno cancellati. Gli unici trasferimenti permessi sono quelli per rientrare al proprio centro di residenza.
RIENTRI IN ITALIA
In ottemperanza a quanto indicato dal dipartimento della Protezione Civile tutti coloro che rientrano dovranno segnalare la circostanza alle Asl e osservare 14 giorni di isolamento.
INCONTRI, RIUNIONI ED EVENTI
Tutti gli incontri ed eventi sono cancellati. Potranno essere realizzati ove possibile tramite formule di teleconferenza.
Qualora un operatore manifesti sintomi riconducibili al codiV-19, quali tosse secca o febbre superiore a 37.5°, questo è obbligato a restare a casa e contattare il proprio medico di base.
RINVIO DELLE SCADENZE DI LEGGE
Gli adeguamenti statutari, per APS, ODV e ONLUS, già iscritte ai relativi elenchi, previsti per il 30 giugno 2020, potranno essere realizzati entro il 31 ottobre 2020. Per l’anno 2020, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte negli appositi registri, per le quali la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricade all’interno del periodo emergenziale, possono approvare i propri bilanci entro il 31 OTTOBRE 2020, anche in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto.
AMMORTIZZAZIONI STRAORDINARI
In aggiunta a quanto dettagliato in precedenza, qualora se ne presentasse necessità, saranno applicati gli ammortizzatori straordinari previsti dagli specifici DM. I periodi di quarantena con sorveglianza attiva saranno equiparati alla malattia, certificata dal medico curante.
Torino, 14 marzo 2020
La Presidente e legale rappresentante
Maria Cinzia Messineo
Giornata THUB06 - Grandi e piccini per un mondo più sostenibile
danielaTerzo incontro Nuove narrazioni - Fare ed essere rete - 11/9/2019
danielaDue testimoni dell'agroecologia in Amazzonia peruviana in viaggio in Italia
danielaSono partiti da poco dall'Italia due partner peruviani del progetto di RE.TE e Terra Nuova a sostegno delle cooperative amazzoniche peruviane che producono caffè, cacao, frutta e ortaggi agroecologici e biologici. Virgilio García è un agricoltore che produce caffè e cacao nella zona di Pangoa (regione di Junín, la cosiddetta Selva Central del Perù); è anche membro del direttivo della Cooperativa Pangoa. Esaú Hidalgo invece vive a Campoverde, un municipio non distante da Pucallpa (regione Ucayali), dove si dedica principalmente alla coltivazione di varietà amazzoniche di peperoncino; è presidente della Asociación de Productores Ecológicos “El Pimental” che trasforma il peperoncino in salse piccanti.
Virgilio ed Esaù hanno partecipato innanzitutto a Terra Madre - Salone del Gusto 2018.
Le visite comuni sono iniziate il 24 settembre con una giornata trascorsa presso la Lavazza a Settimo Torinese. La visita è stata molto approfondita e ha suscitato molto interesse: abbiamo toccato sia l’organizzazione dell’impresa che l’impianto, la parte di ricerca e sviluppo e di vendita, comprese alcune degustazioni di diverse miscele o caffè di origine.
Il 25 settembre, dopo la visita al mercato di Porta Palazzo, Virgilio ed Esaù hanno visitato l’esperienza degli orti urbani che RE.TE gestisce nell'area del Boschetto di Barriera di Milano, dove si pratica sviluppo comunitario, agricoltura biologica, agricoltura sociale con le scuole, gli ex-tossici e le persone con disagio mentale.
Il 26 settembre ci ha accolto Gobino, una delle più rinomate cioccolaterie artigianali torinesi, riconosciuta anche a livello internazionale. Abbiamo potuto visitare tutte le linee di preparazione della materia prima e di produzione di cioccolato e cioccolatini; alcuni prodotti hanno un'unica provenienza, legata a presidi Slow Food (Messico, Venezuela, Sao Tomé). La visita si è conclusa con una degustazione dei diversi prodotti.
Dalle 16 alle 18.30 ha avuto poi luogo l'incontro pubblico “Agroecologia e Cooperazione: dialogo tra Perù, Cuba e Italia”, presso il Campus Luigi Einaudi, grazie alla collaborazione dell'Università di Torino.
Il 27 mattina abbiamo incontrato Coldiretti, approfondendo il sistema dell’advocacy, da un lato, e della vendita diretta tramite i mercati contadini di Campagna Amica, nonché in generale confrontandoci sulle sfide dei piccoli produttori. Al pomeriggio abbiamo poi partecipato ad un seminario ad Agraria con la delegazione cubana a Terra Madre.
Il 28, dopo sistemazione in località Bazzano (provincia di Modena) Esaù e Virgilio si sono spostati con i compagni di Terra Nuova a Bologna, dove hanno potuto gironzolare tra le bancarelle del mercatino bio di “Campi Aperti”. “Campi Aperti” è tra i promotori di “Genuino Clandestino” un movimento per il superamento della certificazione di parte terza in Italia. Verso le 18,30 hanno tenuto nella piazzetta del mercato una presentazione pubblica delle esperienze di Pimental e Pangoa; si è approfondito in particolare il tema della certificazione partecipativa dei prodotti biologici.
Il giorno successivo sono andati in visita alla fattoria Giardino a Framazzoni (Modena), familiare e biologica.
Il 30 settembre sono tornati a Bologna, dove la Cooperativa Arveia ha in affitto dal comune di Bologna 47 ettari. La cooperativa è una esperienza di CSA (Comunità che supporta l’agricoltura), i soci sono cioè circa 220 famiglie, di cui solo 5 (8 durante la stagione estiva) persone sono anche coinvolti nelle operazioni agricole. La giornata è trascorsa tra i campi di Arvaia e la discussione si è soffermata a lungo sui sistemi di certificazione partecipazione. Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 17, si è tenuto presso la bottega del commercio equo e solidale della cooperativa Oltremare (gestito dall’associazione Solidarietà/Impegno) un incontro pubblico con le testimonianze di Esaù e Virgilio.
Il 1/10 si sono spostati in un comune non distante da Modena, dove hanno visitato un’azienda estremamente diversificata: 5 ettari con alternanza di orticole, apicoltura, aree inerbite e alta biodiversità (siepi, essenze mellifere e prato per attrarre insetti benefici), asini ed animali da cortile.
Esaú e Virgilio sono ripartiti il 2 ottobre. Un lungo viaggio sulle tracce dei gusti giusti e dei contadini che difendono la biodiversità.
La visita si è realizzata nell’ambito del progetto “Promozione delle filiere bio di cooperative dell’Amazzonia” che riceve finanziamento dall’AICS, grazie anche al sostegno di Slow Food e alla collaborazione attiva di moltissimi soggetti.
Altro...
Agroecologia e cooperazione: dialogo tra Perù, Cuba e Italia
daniela
Premessa
RE.TE. Ong è consapevole dell'importanza della salvaguardia dei dati personali, ed in linea con il Regolamento Europeo 679/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (nel seguito “GDPR”), si impegna a garantire la protezione e il trattamento adeguato di tali dati. Questa politica di tutela della riservatezza delle informazioni potrebbe subire variazioni nel tempo, anche in funzione delle integrazioni e delle modifiche legislative e regolamentari in materia o per nostre decisioni istituzionali. Pertanto vi invitiamo a consultare periodicamente il nostro sito.
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- sottoscrizione di petizioni, iniziative o specifici progetti;
- richiesta di informazioni.
La modulistica da compilare – on-line oppure da scaricare – prevede sia dati che sono strettamente necessari per aderire a quanto di interesse e la cui mancata indicazione non consente di dar corso alla richiesta, sia dati facoltativi. Pertanto l’utente è libero di fornire i dati personali riportati nei moduli di richiesta o comunque indicati in contatti con l’Organizzazione per richiedere informazioni o per le altre finalità dapprima elencate. In questi casi di obbligatorietà di conferimento dei dati, la loro mancanza può comportare l'impossibilità di ottenere quanto richiesto. La necessità di richiedere i dati quali obbligatori per l’adesione ai singoli progetti o alle singole iniziative o per avanzare richieste è stata considerata nel rispetto delle prescrizioni di cui all’art. 25, GDPR (“Protezione dei dati fin dalla progettazione e protezione per impostazione predefinita” – “Data Protection by design and by default”), che impongono di valutare previamente le misure tecniche e organizzative adeguate, quali la “pseudonimizzazione” (art. 4, comma 5, GDPR: “il trattamento dei dati personali in modo tale che i dati personali non possano più essere attribuiti a un interessato specifico senza l'utilizzo di informazioni aggiuntive, a condizione che tali informazioni aggiuntive siano conservate separatamente e soggette a misure tecniche e organizzative intese a garantire che tali dati personali non siano attribuiti a una persona fisica identificata o identificabile”), volte ad attuare in modo efficace i principi di protezione dei dati, quali la minimizzazione, e a integrare nel trattamento le necessarie garanzie al fine di soddisfare i requisiti del GDPR e tutelare i diritti degli interessati.
Tutti i trattamenti effettuati nell'ambito di questo sito saranno realizzati con strumenti sia cartacei sia elettronici o telematici, con logiche correlate alle finalità per le quali i dati sono stati raccolti e nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza, per le finalità specificate di volta in volta nelle informazioni da fornire ex art. 13, GDPR. RE.TE. non utilizzerà i dati forniti per fini diversi da quelli connessi al servizio a cui l'utente ha aderito, e, comunque, soltanto entro i limiti indicati di volta in volta nelle informazioni da fornire ai sensi dell’art. 13, GDPR.
Per fini connessi all’erogazione del servizio cui l’utente ha aderito, i dati potrebbero essere messi a disposizione di soggetti terzi, che agiranno quali autonomi titolari del trattamento, e che erogano servizi strumentali a soddisfare la richiesta dell’utente (ad esempio, istituti di credito o emittenti le carte di credito per gestire i pagamenti delle donazioni) o ai quali la comunicazione dei dati è necessaria per ottemperare a norme di legge o regolamenti.
Soltanto previo consenso esplicito dell’utente, i dati personali potranno essere trattati per fini diversi da quelli per i quali l’utente li ha rilasciati. In particolare, potranno essere trattati per finalità di “pubblicità sociale”. Per meglio chiarire, i dati saranno anche trattati per fini di contatti promozionali, informativi e istituzionali sui nostri progetti, attività e iniziative di raccolta fondi, sondaggi e ricerche riservati agli aderenti alle nostre azioni. Per tale scopo, pertanto, i dati saranno conservati nei nostri archivi per il periodo temporale necessario a erogare tali servizi di informazione. Tale periodo è anche giustificato dal legittimo interesse di RE.TE. a mantenere costante il rapporto instaurato con l’interessato per mantenerlo informato sulle azioni di sensibilizzazione che RE.TE. ritiene utile far conoscere per dimostrare il proprio costante impegno nella realizzazione della propria missione. Tale legittimo interesse è ammesso ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera f), GDPR quale meccanismo alternativo al consenso esplicito dell’interessato. Ovviamente, tale periodo di conservazione è esteso fintanto che dura l’interesse della persona a rimanere in contatto con RE.TE: se non ha più interesse, è sufficiente sia comunicato attraverso le modalità sotto spiegate e RE.TE. adotterà le appropriate misure tecniche e organizzative per non disturbare più la persona.
I dati saranno conservati fintanto che il profilo dell’interessato è in linea con le comunicazioni personalizzate create attraverso l’incrocio delle informazioni a nostra disposizione e, dunque, fintanto che RE.TE. prosegue la propria missione con progetti, iniziative, azioni e attività che richiedono contributi economici o che spronano alla sensibilizzazione (es.: petizioni, adesioni a progetti di emergenza) che sono di interesse della persona perché rispecchiano le caratteristiche e i comportamenti della persona e sono, dunque, di suo specifico interesse e non di disturbo. Anche in questo caso, tale conservazione verrà meno se l’interessato manifesta opposizione in qualsiasi momento al trattamento dei dati personali che lo riguardano. La conservazione dei dati per fini amministrativi e contabili e fiscali è limitata al periodo temporale che la singola disciplina dispone in materia.
Inoltre, i dati potranno essere comunicati a terze organizzazioni senza scopo lucro, società partner di progetti, enti, per autonomi utilizzi (in qualità di autonomi titolare del trattamento) per loro fini istituzionali: tale “comunicazione” avverrà soltanto se l’interessato ha manifestato il proprio consenso esplicito. Potrebbero essere comunicati a terzi, previo espresso e specifico consenso informato, come dapprima descritto, per loro autonomi utilizzi aventi finalità prioritariamente di contatto promozionale. La diffusione dei dati, previo consenso dell’utente, potrebbe essere conseguente al tipo di servizio o iniziativa cui l’utente ha aderito (es.: elenco dei sottoscrittori di una petizione on-line).
I dati personali raccolti saranno resi disponibili alle persone autorizzate dall’Organizzazione ai sensi dell’art. 29, GDPR che svolgono attività di trattamento indispensabili per il perseguimento delle finalità sopra indicate; le categorie delle persone autorizzate al trattamento sono, di volta in volta, precisate nell’informativa. In linea generale, si tratta delle persone preposte all’erogazione dei servizi specifici, all’amministrazione, alla gestione dei servizi informativi, ai rapporti con sostenitori effettivi e potenziali, agli organizzatori di campagne informative sui nostri progetti e della cosiddetta “pubblicità sociale” a supporto delle nostre iniziative umanitarie.
I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito hanno luogo presso la predetta sede dell’Organizzazione e sono curati da personale tecnico autorizzato al trattamento. In caso di necessità, i dati connessi possono essere trattati dal personale di società terze che curano la manutenzione della parte tecnologica del sito (responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28, GDPR), presso le proprie sedi.
RE.TE. – con sede in Norberto Rosa 13/a, 10154 Torino – è il titolare del trattamento (art. 4, comma 7, GDPR: “la persona fisica o giuridica, l'autorità pubblica, il servizio o altro organismo che, singolarmente o insieme ad altri, determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali”), ai sensi e per gli effetti del GDPR, poiché decide in quale modo e per quali motivi, comunicati nelle informazioni da fornire agli interessati, raccogliere e utilizzare i dati personali conferiti dall'utente, nonché con quali strumenti trattarli e quali procedure di sicurezza attivare per garantirne l’integrità, la riservatezza e la disponibilità, nel rispetto degli obblighi e alle responsabilità previsti dall’art. 24, GDPR.
Sono garantiti i diritti di cancellare, modificare o integrare i dati già spontaneamente forniti, nonché richiederne il blocco, la trasformazione in forma anonima od opporsi al loro trattamento per motivi legittimi o se non si desidera ricevere “pubblicità sociale” anche con “profilazione”, nonché per limitare il trattamento ed esercitare il diritto alla portabilità dei dati. Inoltre, è possibile rivolgersi all’autorità di controllo. Grazie all'esercizio di questi diritti Vi sarà possibile controllare l'utilizzo dei Vostri dati anche dopo il loro conferimento.
Diritti degli interessati rispetto ai dati che li riguardano
Si possono esercitare, in qualsiasi momento, all’indirizzo reteong@reteong.org (in alternativa, scrivendo a RE.TE, in Norberto Rosa 13/a, 10154 Torino) i diritti ex artt.15-22, GDPR nel seguito riportati:
Diritto di accesso (articolo 15, GDPR)
La persona ha il diritto di richiedere se sia in corso un trattamento dei suoi dati personali e, dunque, ha diritto di accesso alle informazioni che lo riguardano e di avere notizie su:
- finalità del trattamento (es.: gestione di una donazione);
- categorie di dati personali; (es.: anagrafica, dati comportamentali)
- destinatari o categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati;
- quando possibile, il periodo di conservazione dei dati personali previsto oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;
- esistenza del diritto di chiedere la rettifica o la cancellazione dei dati personali o la limitazione del trattamento dei dati personali o di opporsi al loro trattamento;
- diritto di proporre reclamo a un'autorità di controllo;
- se i dati non sono raccolti direttamente dalla persona, tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;
- esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione e informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché importanza e conseguenze previste di tale trattamento per la persona. (es.: se la persona ha associato un profilo di abitudini di donazione incrociando importo donazione con frequenza e campagna).
Diritto di rettifica (articolo 16, GDPR)
La persona ha il diritto di ottenere la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo. Tenuto conto delle finalità del trattamento, la persona ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
Diritto alla cancellazione (“diritto all’oblio”) (articolo 17, GDPR)
La persona ha il diritto di ottenere la cancellazione dei dati personali che lo riguardano e RE.TE ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, per uno dei seguenti motivi:
- i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;
- è revocato il consenso su cui si basa il trattamento e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento (es.: proprio legittimo interesse, adempimenti normativi o contrattuali);
- ci si oppone al trattamento per fini di marketing e profilazione e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento;
- i dati personali sono stati trattati illecitamente;
- i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell'Unione o dello Stato membro cui è si è soggetti.
Diritto di limitazione di trattamento (articolo 18, GDPR)
La persona ha il diritto di ottenere la limitazione del trattamento dei suoi dati personali quando sussiste uno dei seguenti motivi:
- la persona contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario che si ha per verificare l'esattezza di tali dati personali;
- il trattamento è illecito e la persona si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; (es.: non intende che il trattamento sia svolto per fini di marketing ma solo per fini gestionali e amministrativi)
- benché non si abbia più bisogno dei dati ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari alla persona per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria;
- la persona si è opposta al trattamento se il trattamento è basato su propri legittimi interessi, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei propri motivi legittimi rispetto a quelli del titolare.
Obbligo di notifica in caso di rettifica o cancellazione dei dati personali o limitazione del trattamento
La persona ha il diritto di richiedere che la rettifica o la cancellazione dei dati o limitazione del trattamento sia comunicata a RE.TE. e a altri soggetti cui eventualmente i dati sono stati comunicati. RE.TE. potrebbe non ottemperare alla richiesta, se i mezzi da impiegare sono sproporzionati rispetto al diritto alla riservatezza invocato dalla persona.
Diritto alla portabilità dei dati (“data portability”) (articolo 20, GDPR)
Questo diritto permette alla persona di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un soggetto che sottopone i suoi dati a trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un soggetto per uso di quest’ultimo senza impedimenti da parte del soggetto cui li ha forniti. Questo diritto può essere esercitato nei seguenti casi:
- il trattamento è basato sul consenso o su di un contratto o su misure precontrattuali richieste dalla stessa persona e, contemporaneamente
- il trattamento sia svolto con mezzi automatizzati.
La persona ha il diritto di ottenere che i suoi dati siano trasferiti direttamente da un soggetto all’altro (da quello cui li ha conferiti a quello cui vuole siano trasmessi), se tecnicamente possibile.
Diritto di opposizione (articolo 21, GDPR)
La persona ha il diritto di opporsi al trattamento dei suoi dati per il perseguimento del legittimo interesse di RE.TE. o di terzi. Se i dati personali sono trattati per finalità di marketing, la persona ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei dati personali che lo riguardano effettuato per tali finalità, compresa la profilazione nella misura in cui sia connessa a tale attività di marketing.
Processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione (articolo 22, GDPR)
La persona ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che la riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona. In particolare, ha il diritto di opporsi alla profilazione cui è sottoposto attraverso processi automatizzati.
Non si può esercitare questo diritto se la decisione:
- è necessaria per la conclusione o l'esecuzione di un contratto;
- è autorizzata dal diritto dell'Unione o dello Stato membro cui si è soggetti, che precisa anche misure adeguate a tutela dei diritti, delle libertà e dei legittimi interessi della persona;
- si basa sul consenso esplicito.
La persona ha il diritto di esprimere la propria opinione e di contestare la decisione.
Criteri usati per definire il limite della conservazione dei dati
I dati saranno mantenuti nei nostri archivi (art. 4, comma 6, GDPR: “qualsiasi insieme strutturato di dati personali accessibili secondo criteri determinati, indipendentemente dal fatto che tale insieme sia centralizzato, decentralizzato o ripartito in modo funzionale o geografico”) secondo criteri variabili in funzione della categoria del dato, della natura del trattamento e delle finalità del trattamento medesimo. I criteri o il limite preciso di conservazione sono descritti nelle informazioni da fornire ai sensi dell’art. 13, GDPR all’atto del conferimento dei dati personali.
In linea di principio, valgono le seguenti valutazioni di RE.TE. per stabilire il criterio di conservazione dei dati:
- tutti i dati rispetto alla donazione sono conservati fintanto che il rapporto rimane attivo e per un numero di anni pari a quello che leggi, regolamenti, anche comunitari, impongono per fini amministrativi e contabili
- tutti i dati dei sostenitori o interessati alla nostra missione usati per fini di marketing sono conservati per il periodo temporale necessario a erogare i servizi di informazione riservati a dette persone. Tale periodo è anche giustificato dal legittimo interesse di RE.TE.a mantenere costante il rapporto instaurato con la persona per mantenerla informata su quali sono i progetti che potrebbero essere finanziati con il contributo del donatore stesso o sulle azioni di sensibilizzazione che RE.TE. ritiene utile far conoscere per dimostrare il proprio costante impegno nella realizzazione della propria missione. Tale legittimo interesse è ammesso ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera f), GDPR quale meccanismo alternativo al consenso esplicito dell’interessato. Ovviamente, tale periodo di conservazione è esteso fintanto che dura l’interesse della persona a rimanere in contatto con RE.TE.: se non ha più interesse, è sufficiente sia comunicato attraverso le modalità di cui al paragrafo “Diritti degli interessati rispetto ai dati che li riguardano” e RE.TE. adotterà le appropriate misure tecniche e organizzative per non disturbare più la persona
- tutti i dati usati per attività di marketing con profilazione, il cui trattamento è supportato dal consenso esplicito della persona, sono conservati fintanto che il profilo dell’interessato è in linea con le comunicazioni personalizzate create attraverso l’incrocio delle informazioni a nostra disposizione e, dunque, fintanto che RE.TE. prosegue la propria missione con progetti, iniziative, azioni e attività che richiedono contributi economici o che spronano alla sensibilizzazione (es.: petizioni, appelli di emergenza, richieste di opinione e sondaggi) che sono di interesse della persona che ha manifestato il consenso a ricevere informazioni di tale tenore e che rispecchiano le caratteristiche e i comportamenti della persona e sono, dunque, di suo specifico interesse e non di disturbo. Anche in questo caso, tale conservazione verrà meno se l’interessato manifesta opposizione in qualsiasi momento al trattamento dei dati personali che lo riguardano effettuato per tali finalità, compresa la profilazione nella misura in cui sia connessa a tale marketing diretto.
Decorsi i periodi sopra enunciati, i dati identificativi sono trasformati in forma anonima e usati soltanto per rapporti statistici che non consentono di risalire all’identità della persona ma che sono utili per adeguare i progetti, le iniziative e le azioni per la realizzazione e il raggiungimento degli obiettivi statutari e istituzionali di RE.TE. I dati personali saranno, perciò, distrutti.
Responsabili del trattamento
I Vostri dati personali possono essere trattati, sia manualmente sia elettronicamente o telematicamente, sia direttamente da RE.TE. sia da soggetti terzi che, dotati di esperienza, capacità tecniche, professionalità ed affidabilità, svolgono operazioni di trattamento per conto della nostra associazione, nel rispetto della sicurezza e della riservatezza delle informazioni e da noi costantemente controllati nel loro operato. Il responsabile del trattamento è “la persona fisica o giuridica, l'autorità pubblica, il servizio o altro organismo che tratta dati personali per conto del titolare del trattamento” (art. 4, comma 8, GDPR) ed è vincolato da RE.TE. contrattualmente, con definizione dei limiti di operatività sui dati, relativamente ai dati che può trattare e delle categorie di interessati cui sono riferiti, e con il divieto di farne uso differente rispetto all’incarico affidato. Può, se autorizzato formalmente, avvalersi di altri responsabili, che sono vincolati contrattualmente dal responsabile nominato direttamente da RE.TE. : le violazioni commesse da tali altri responsabili ricadono sotto la responsabilità del primo responsabile e non di RE.TE.
L'elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento (e, se del caso, dei responsabili nominati dal primo responsabile, previa autorizzazione) può essere richiesto all’e-mail reteong@reteong.org (in alternativa, scrivendo a RE.TE, in Norberto Rosa 13/a, 10154 Torino).
Soggetti terzi a cui sono comunicati i Vostri dati
I Vostri dati potranno essere messi a disposizione di soggetti terzi, autonomi titolari del trattamento, per fini connessi all’erogazione dei servizi di interesse o in ottemperanza a norme di legge e regolamenti che ne dispongono la comunicazione, nonché ad organi di controllo. Ad esempio, saranno messi a disposizione degli istituti di credito o di emissione di carte di credito per permettere le transazioni necessarie alla donazione, nonché PayPal. La comunicazione dei dati a terzi per scopi di marketing e/o profilazione, nonché l’eventuale diffusione possono avvenire, previo consenso dell’interessato, secondo quanto detto al capitolo “Informazioni da fornire ai sensi dell’art. 13, GDPR” della presente privacy policy
Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet. Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a utenti identificati ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni e associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti medesimi. In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore o simili) e altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente. Questi dati sono usati soltanto per ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento e sono cancellati immediatamente dopo l’elaborazione. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.
La sicurezza dei Vostri dati personali
RE.TE. adotta idonee e preventive misure di sicurezza atte a salvaguardare la riservatezza, l'integrità, la completezza, la disponibilità dei Vostri dati personali. Così come stabilito dai disposti normativi che disciplinano la sicurezza dei dati personali, sono messi a punto accorgimenti tecnici, logistici e organizzativi che hanno per obiettivo la prevenzione di danni, perdite anche accidentali, alterazioni, utilizzo improprio e non autorizzato dei dati che Vi riguardano.
In particolare, RE.TE. ha messo in atto misure tecniche e organizzative adeguate a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio che potrebbe inficiare i vostri diritti e le vostre libertà, ivi compresa la riservatezza e la confidenzialità, delle persone, che comprendono, tra gli altri:
- la “pseudonimizzazione” (art. 4, comma 5, GDPR: “il trattamento dei dati personali in modo tale che i dati personali non possano più essere attribuiti a un interessato specifico senza l'utilizzo di informazioni aggiuntive, a condizione che tali informazioni aggiuntive siano conservate separatamente e soggette a misure tecniche e organizzative intese a garantire che tali dati personali non siano attribuiti a una persona fisica identificata o identificabile”) e la cifratura dei dati
- sistemi che permanentemente salvaguardano la riservatezza, l'integrità, la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento
- sistemi atti a ripristinare tempestivamente la disponibilità e l'accesso dei dati personali in caso di incidente fisico o tecnico
- procedure per testare, verificare e valutare regolarmente l'efficacia delle misure tecniche e organizzative al fine di garantire la sicurezza del trattamento.
Analoghe misure preventive di sicurezza sono adottate dai soggetti terzi (responsabili del trattamento) cui l’Organizzazione ha affidato operazioni di trattamento dei Vostri dati per proprio conto. D'altro canto, l’Organizzazione non si ritiene responsabile circa le informazioni non veritiere inviate direttamente dall'utente (esempio: correttezza dell'indirizzo e-mail o recapito postale o altri dati anagrafici), così come delle informazioni che lo riguardano e che sono state fornite da un soggetto terzo, anche fraudolentemente.
Carta di credito e informazioni finanziarie necessarie per la donazione
Nel caso di donazione eseguita attraverso carta di credito, RE.TE. ne garantisce la massima riservatezza e sicurezza. Le informazioni finanziarie della carta di credito (numero, scadenza, generalità del titolare) potranno essere conosciute esclusivamente dall’istituto di emissione. RE.TE. entrerà a conoscenza esclusivamente di un codice (“token”) che non ha possibilità di ricondurre all’identità del titolare della carta di credito o agli estremi della carta di credito, salvo eccezioni.
Analogamente, gli stessi criteri di riservatezza e confidenzialità saranno mantenuti in caso di donazione effettuata tramite bonifico bancario, per il quale è richiesto soltanto di inserire un “codice causale” all’atto dell’effettuazione del bonifico.
Se la donazione è eseguita tramite PayPal, si verrà reindirizzati al sito di PayPal e, dunque, i criteri di riservatezza e sicurezza competono esclusivamente a PayPal, escludendo qualsiasi responsabilità da parte di RE.TE.
In generale, infine, RE.TE. non si assume nessuna responsabilità con riferimento a utilizzi non autorizzati o fraudolenti da parte di soggetti terzi delle informazioni attinenti agli strumenti usati per la transazione connessa alla donazione.
La nostra cronaca delle proteste in Nicaragua: a che punto siamo
daniela
La situazione in Nicaragua è difficile, e si sta via via delineando. Gli studenti rappresentano una grande forza, che l'opposizione sta cavalcando.
Il Frente Sandinista ha compiuto una serie di errori politici, sia prima delle proteste, sia durante, e ancora ne sta compiendo. La repressione dura, sommata ad un malessere generalizzato già esistente, ha creato le condizioni per mobilitare la gente verso la rivoluzione per alcuni - un colpo di stato per altri. Per altri ancora, senza una forza destabilizzatrice non sarebbe mai arrivati alla situazione odierna. L'insurrezione è stata innanzitutto preceduta da alcuni gravi errori politici compiuti prima: il governo si è reso destabilizzatore di se stesso. Rosario Murillo - vicepresidente e first lady, ma anche centro di un potere economico molto significativo nel paese - a marzo ha annunciato di voler controllare maggiormente le reti sociali, facendo sentire i giovani sotto attacco; e di fatto, la prima mossa dopo le proteste è stata la cancellazione del wi-fi libero e gratuito nei parchi cittadini. L'altro antecente è stato il grande incendio della Riserva Biologica Indio-Maiz, che ha causato la perdita di un patrimonio naturale inestimabile e a cui il governo ha reagito con grave ritardo e rifiutando l'aiuto internazionale e l'ingresso di giornalisti ed ambientalisti. L'incendio e la sua gestione hanno fatto scattare le prime proteste degli studenti universitari, subito represse duramente. Trascurando queste premesse, pochi giorni dopo è stata annunciata la riforma dell'INSS, in forte crisi finanziaria, negoziata a porte chiuse e considerata da molti miope e iniqua. Su questa riforma, il governo ha dimostrato troppa sicurezza che le proteste si sarebbero tacitate al più presto: aveva perso il polso della realtà del paese. La dura repressione poliziesca non ha fatto altro che alimentare le manifestazioni, e il Nicaragua è arrivato a un punto di non ritorno.
Dopo la grande manifestazione del 23, si è arrivati a mettere intorno ad un tavolo di dialogo il governo, gli imprenditori, l'opposizione, con la gerarchia cattolica come mediatrice. Nel frattempo i vescovi hanno convocato, per il 28 aprile, un "pellegrinaggio per la pace", molto partecipato da persone di tutte le classi sociali: questo successo ha consegnato alla Chiesa cattolica una sorta di leadership della mediazione. Nel frattempo il governo ha cercato di guadagnare tempo, cedendo il minimo possibile e mantenendo una repressione selettiva verso il leader della rivolta, oltre a creare presso il Parlamento una Commissione della verità, per quanto formata da notabili vicini al governo stesso.
Il sandinismo stesso è in crisi, ovvero viene sempre più fatta distinzione tra "sandinismo" e "orteguismo"; i bastioni storici dell'FSLN come León, Estelí o Masaya hanno evidenziato grandi proteste e grandi divisioni all'interno del Frente. Il Frente è diviso anche sulla possibile successione a Ortega; mentre i militanti si dividono tra i sandinisti "storici", emarginati da Rosario Murillo, e tra i "danielisti e chayisti" (Chayo è il soprannome della first lady). L'"orteguismo" potrebbe stare diventando una minoranza presso la base popolare che l'ha sempre sostenuto.
Le alte sfere economiche e i settori del sandinismo esclusi da Rosario Murillo si stanno mobilitando per proprio conto. Tutta la stabilità del paese sta crollando; un consenso che era basato su un fronte di "capitalismo dei compagni" fondato su grandi capitali e gruppi imprenditoriali legati all'"orteguismo", cresciuti a partire dagli anni '90 grazie alla cooperazione petrolifera venezuelana e che ora è entrato in crisi nel giro di un mese, nonostante un sistema di controllo costruito negli anni su tutte le istituzioni statali, municipali, universitarie, sindacali, di quartiere, e delle Forze armate. Sta crescendo un altro consenso, popolare: che richiede giustizia per i morti sanzionando i responsabili, e di cogliere l'occasione di democratizzare maggiormente il paese.
La Commisione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha calcolato come risultato delle proteste ad oggi, 76 morti, 438 detenuti, 868 feriti, sulla base delle testimonianze di centinaia di testimoni. Ha raccomandato al Governo la creazione di un "meccanismo di investigazione internazionale sui fatti violenti accaduti", che offra garanzie di autonomia e indipendenza, per assicurare il diritto alla verità e identificare debitamente i responsabili delle morti durante le proteste. Ha segnalato inoltre che la polizia ha usato armi da fuoco in modo indiscriminato durante le proteste, suggerendo di smantellare i gruppi "parapolizieschi" ed adottare misure per impedire che continuino ad operare gruppi armati.
I generi alimentari si stanno alzando costantemente di prezzo, una parte della popolazione sta perdendo il lavoro, nelle strade c'è anarchia e insicurezza. Se continuano la guerriglia e i blocchi la situazione a Managua sarà presto insostenibile. Ora cosa puó succedere? Che si arrivi al dialogo, ad una transizione; oppure che una parte dell'opposizione alzi l'asticella e passi alle armi, sfidando l'esercito, la cui posizione non è ancora chiara. Si è a un passo dalla guerra civile. L'equilibrio è fragile e il tavolo di dialogo è stato sospeso per mancanza di consenso.
Segnaliamo, tra le fonti, la rivista Envio: http://www.envio.org.ni/articulo/5479